Elon Musk vs Twitter: come è iniziata e come sta finendo

Elon Musk continua a fare il gioco delle tre carte, ma Twitter non è rimasta ferma a guardare. Il CEO del social, Parag Agrawal, ha infatti annunciato che il key leaders Kayvon Beykpour e il revenue products chief Bruce Falck lasceranno l’azienda con effetto immediato. Entrambi sono al centro delle più importanti innovazioni apportate alla piattaforma sin dal 2015 e aggiungendosi alla già annunciata ritirata di Jack Dorsey, se Elon Musk comprasse Twitter si troverà a dover gestire degli impatti più seri di quelli che lui stesso spera di creare. L’ultima dichiarazione di Agrawal parla chiaro:

All’inizio della pandemia nel 2020, è stata presa la decisione di investire in modo aggressivo per ottenere una grande crescita del pubblico e dei ricavi, e come azienda non abbiamo raggiunto traguardi intermedi che avallino la fiducia in questi obiettivi.

Più recentemente, l’ambiente macroeconomico globale è diventato meno favorevole, la guerra in Ucraina ha avuto un impatto sui nostri risultati e potrebbe continuare a farlo […] Per gestire in modo responsabile l’organizzazione mentre affiliamo le nostre tabelle di marcia e il nostro lavoro, dobbiamo continuare essere intenzionali riguardo ai nostri team, alle assunzioni e ai costi.

Elon Musk troverà Twitter senza più una politica di gestione dei costi, quindi, oltre che una leadership praticamente assente. Sempre che l’acquisto vada a buon fine, perché gli ultimi sviluppi potrebbero portare la trattativa su binari inaspettati. Musk ha appena tirato il freno a mano della trattativa, perché vorrebbe vederci chiaro riguardo l’attività e la concentrazione di account fake su Twitter, che a oggi dovrebbe ammontare a circa il 5% dei totali, e la cosa gli puzza non poco. Come riporta CNBC:

Sebbene il consiglio di amministrazione di Twitter abbia approvato l’acquisto da parte di Elon Musk, potrebbero volerci ancora mesi prima che l’accordo si concluda e non vi è alcuna garanzia che lo farà […] Le informazioni hanno riferito che la Federal Trade Commission sta indagando sui tempi dell’acquisizione. Bloomberg in seguito ha affermato che la FTC sta esaminando separatamente l’operazione stessa, anche se molti esperti non si aspettano che l’accordo sollevi preoccupazioni antitrust.

Dove sta la magagna? In qualcosa che nessuno si aspetta: Elon Musk non ha i soldi per comprare Twitter e non è ancora detto che gli vengano prestati, motivo per cui sta cercando finanziamenti alternativi. Il che potrebbe giustificare la frenata, che ha portato le azioni di Twitter al valore di 46$ l’una, per un ammontare totale ben al di sotto degli iniziali 54,20$ l’una alle quali Musk le aveva acquistate. Rallentamenti che, alla lunga, non impediranno a Elon Musk di acquisire Twitter, ma che danno molto tempo all’attuale leadership di fargli trovare un campo minato. Ciò che è assolutamente certo è che con Elon o meno, la piattaforma cambierà… ma come?

  • COSA VOLEVA MUSK

È finita esattamente come si poteva facilmente prevedere: Elon Musk non ha comprato Twitter, e per evitare di farlo ha presentato una mozione alla SEC. Alla base della mozione ci sarebbe l’incapacità della piattaforma di fornire informazioni accurate sul numero di account falsi presenti sul social e si cerca di annullare l’acquisizione da 44 miliardi di Dollari a causa di una violazione sostanziale di molteplici disposizioni dell’accordo originale. Come da mozione:

Sembra che Twitter abbia fornito dichiarazioni false e fuorvianti su cui il signor Musk ha fatto affidamento quando ha stipulato l’accordo di fusione, ed è probabile che subisca un effetto negativo materiale per la società (come tale termine è definito nell’accordo di fusione). A volte Twitter ha ignorato le richieste del signor Musk, a volte le ha respinte per motivi che sembrano ingiustificati e talvolta ha affermato di conformarsi mentre fornisce al signor Musk informazioni incomplete o inutilizzabili.

Il team di Elon Musk afferma che Twitter non abbia fornito loro informazioni riguardo ad aspetti specifici utili alla stipula dell’accordo:

  • Informazioni relative al processo di Twitter per la verifica dell’inclusione di spam e account falsi in mDAU;
  • Informazioni relative al processo di Twitter per identificare e sospendere spam e account falsi;
  • Misure giornaliere di mDAU negli ultimi otto trimestri;
  • Materiali della scheda relativi ai calcoli mDAU di Twitter;
  • Materiali relativi alla condizione finanziaria di Twitter.

Motivazioni a dir poco cavillose, che potrebbero nascondere delle intenzioni molto meno cristalline di quel che sembrano. Twitter ha infatti tagliato i posti di lavoro ai suoi dirigenti e sconvolto il suo intero approccio aziendale, tutto il preparazione dell’acquisizione da parte di Elon Musk. Un vero e proprio disastro, tanto che il CEO di Twitter Parag Agrawal ha già dichiarato di voler iniziare una guerra legale affinché Musk sborsi i 44 miliardi e si porti la piattaforma a casa. Pena il tracollo finanziario, cosa che a nessuno piacerebbe che si verificasse.

Il risultato che prevalentemente si prevede avvenga è l’acquisizione finale, sia che Twitter rispetti i patti o che venga meno, perché Musk aveva rinunciato a sostanziali misure di due diligence in fase di offerta iniziale, affinché la transazione risultasse accelerata. Ovviamente la piattaforma insiste che la compravendita avverrà al prezzo e ai termini concordati, ma è indubbio che la situazione sia giunta a uno stallo che, se tutto va come ci ha abituati Elon Musk, verrà rotto da un suo ennesimo colpo di testa.

  • TESTLA VACILLA

Le certezze di Elon Musk riguardo l’acquisizione di Twitter iniziano a vacillare, perché sembra ormai chiaro che non si possa sottrarre all’esborso di 44 miliardi di Dollari. A darne la conferma è la recente vendita di 7 miliardi di Dollari di azioni Tesla, per prepararsi alla transazione. Come riportato dal Wall Street Journal:

Il Sig. Musk, amministratore delegato e maggiore azionista di Tesla, ha venduto circa 7,9 milioni di azioni tra venerdì e martedì, secondo le rivelazioni, lasciandolo con una partecipazione del 15% nella società. Il capo di Tesla è stato in una campagna di vendite nell’ultimo anno, durante il quale ha incassato circa 32 miliardi di dollari in azioni del produttore di veicoli elettrici.

Da allora proprio Musk ha confermato il sell-off con la spiegazione sopra riportata. Il prossimo step sarà a ottobre, quando il Delaware Court of Chancery ritornerà sull’acquisizione a causa della tentata fuoriuscita di Elon Musk dalla trattativa con Twitter. In quell’occasione, la bilancia penderà dalla parte del capo di Tesla solo se il suo team legale convincerà la corte che il conteggio degli account falsi, eseguito da Twitter, costituisce un’alterazione materiale dei termini originali della proposta. Ovviamente, sono sogni irrealizzabili, motivo per cui ora sta vendendo azioni manco fosse un colabrodo… a meno che non sia tutta una mossa premeditata per vendere azioni prossime alla scadenza.

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Francesco Lepore
Persevering researcher of beauty. CEO & Founder di Limelight Media.