Come Facebook limita il Feed dopo la questione dei Facebook Files

Facebook e la trasparenza hanno un rapporto talmente conflittuale che Cina e Stati Uniti a confronto sono acqua fresca. Dopo la pubblicazione dei rapporti investigativi di Facebook Files, lo sforzo è ora totalmente concentrato sulla dimostrazione di come funzionino i processi di supervisione del feed, in supporto della precedente spiegazione del suo funzionamento, risalente all’inizio dell’anno. Ora, per completezza, sembra che la tendenza sia di voler dimostrare come Facebook limita il Feed. Come spiegato dalla piattaforma:

Le nostre linee guida sulla distribuzione dei post delineano alcuni dei tipi di contenuti che ricevono una distribuzione ridotta nel News Feed. Gli sforzi per ridurre i contenuti problematici nella sezione Notizie sono radicati nel nostro impegno nei confronti delle persone, incentivando chi pubblica a investire in contenuti di alta qualità e promuovendo una comunità più sicura.

L’elenco dei contenuti bannati da Facebook non ha nulla di nuovo, ma fornisce un contesto decisamente più ampio da considerare su come Facebook limita il Feed. Quel che è chiaro è che l’obiettivo principale è agire sui contenuti potenzialmente fuorvianti e problematici, con Facebook che cerca di ridurre la portata dei post che rientrano in queste categorie:

  • Ad farms: post che contengono collegamenti a pagine piene di annunci, progettati esclusivamente per aumentare i numeri del traffico;
  • Link clickbait: post fuorvianti progettati per attirare i clic;
  • Commenti che potrebbero essere segnalati o nascosti: in base a informazioni passate, l’algoritmo dovrebbe capire da solo quali lo saranno;
  • Esche per l’engagement: post che richiedono esplicitamente un coinvolgimento per scopi diversi da un invito all’azione specifico;
  • Collegamenti a domini sospetti di cloaking: si tratta di domini che mascherano la loro destinazione nascondendo il nome della pagina di destinazione o dell’indirizzo web, cercando di aggirare i processi di revisione di Facebook;
  • Collegamenti a siti Web che richiedono dati sensibili non necessari: ciò include siti che richiedono informazioni personali prima di mostrare il contenuto;
  • Esperienze di navigazione di bassa qualità: siti Web con errori o display mobile scadenti;
  • Commenti di bassa qualità: il sistema di Facebook eseguirà il downgrade dei commenti che non includono parole e/o blocchi di testo tagliati e incollati;
  • Eventi di bassa qualità: Facebook ridurrà la portata degli elenchi di eventi che sono incompleti o provengono da pagine che hanno mostrato segni di comportamento non autentico;
  • Video di bassa qualità: video pubblicati come “trasmissioni in diretta” che Facebook prevede essere statici, animati, in loop, solo sondaggi o preregistrati, nonché immagini statiche caricate come “video” senza audio dinamico;
  • Pagine che si prevede siano spam;
  • Contenuti sensazionalistici sulla salute e post commerciali su prodotti sanitari: comprese affermazioni di “cure miracolose” e post che tentano di vendere prodotti o servizi basati su affermazioni relative alla salute.

Come ora Facebook limita il Feed è piuttosto chiaro, ma la cosa spiacevole è notare quella voce dell’elenco che specifica la sua volontà di penalizzare le pagine web che forniscono un’esperienza mobile scadente. Rischia di essere un vero discrimine ed è proprio ciò su cui i profili con siti web professionali/affidabili devono concentrarsi. Altra cosa su cui vale la pena soffermarsi, nella comprensione di come Facebook limita il Feed, è la regola relativa all’engagement bait, perché è quella che creerà sicuramente più vittime. Come spiegato dalla piattaforma:

Sono i post che richiedono esplicitamente di creare engagement per scopi diversi da un invito all’azione specifico (come cercare aiuto per trovare persone o proprietà scomparse, raccogliere fondi o condividere una petizione) sulla piattaforma Facebook. Ad esempio, questo non include i post che chiedono alle persone di impegnarsi per dimostrare che sostengono o non supportano un tema, o per condividere informazioni sensibili al fattore tempo relative a disastri naturali ed eventi potenzialmente letali.

Un altro aspetto importante di come Facebook limita il Feed è quello relativo ai contenuti provenienti da domini con contenuti originali limitati, come quelli che sono stati marchiati col bollino di disinformatori o come diffusori di notizie senza fonte affidabile. Riguardo al click gap, invece, la piattaforma afferma che:

Sono link a siti web che ricevono una quantità particolarmente sproporzionata del loro traffico direttamente da Facebook rispetto alla quantità di traffico che ricevono dal resto di Internet.

In altre parole, sono siti che con tutta probabilità stanno cercando di ingannare l’algoritmo di Facebook attraverso tattiche di spam, cosa che spingerà la piattaforma a limitare anche la portata dei post di persone che condividono in modo eccessivo nei gruppi, perché hanno un’alta correlazione con le segnalazioni di spam e rappresentano contenuti con un’elevata portata diretta a un pubblico a cui non gliene può fregare di meno di interagirci.

Per una volta una lunga serie di mali che forse non vengono per nuocere, perché in ogni caso, che il tuo business stia avendo successo sui social o meno, l’unica cosa di cui deve importare a tutti è la sicurezza della comunità. Ne facciamo parte anche noi, non va dimenticato, e non c’è alcuna distanza tra i creatori di contenuti fuorvianti e coloro che ne subiscono l’influenza. Siamo tutti un target influenzabile e se pensi di non farne parte probabilmente sei già mira dei contenuti peggiori in circolazione, quindi occhio.

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Francesco Lepore
Persevering researcher of beauty. CEO & Founder di Limelight Media.