Zuckerberg guarda avanti: iniettati 50 milioni nello sviluppo del Facebook Metaverse

Vuoi perché da qualche parte deve continuare a detenere dei primati, o vuoi perché tra non molto sarà costretto a cedere qualcosa per questioni di monopolio, Facebook adotta nuove strategie per ampliare quello che – forse – spera che non gli venga portato via. Sono infatti 50 i milioni di dollari che verranno iniettati nel Facebook Metaverse, per trovare un nuovo modo responsabile di produrre contenuti inclusivi.

Mark Zuckerberg ha scelto di fare all-in sul Facebook Metaverse solo di recente, come evidenzia un’intervista in cui ha spiegato che la sua immagine futura dell’azienda è completamente orientata verso quel settore del mondo digitale, rafforzando il messaggio con la recente promozione di Andrew Bosworth a CTO dell’azienda. Come spiegato da Facebook:

Mentre ci concentriamo sull’aiutare a costruire la piattaforma informatica del futuro, il nostro lavoro attraverso la realtà aumentata e virtuale e l’hardware di consumo approfondirà le nuove tipologie di connessione umana, indipendentemente dalla distanza fisica e senza essere vincolata ai dispositivi.

Per chiarirci, il Metaverse altro non è che «uno spazio di realtà virtuale in cui gli utenti possono interagire con un ambiente generato dal computer e dagli altri utenti». In che modo quindi il Facebook Metaverse potrà essere utile per tutti noi? Nel modo più pratico e semplice: non si tratta di un ambiente virtuale esclusivamente dedicato al gaming, ma vuole essere adattato a qualsiasi contesto delle attività umane.

La visione di Zuckerberg è molto ampia e abbraccia una filosofia a dir poco avveniristica, ma che per molti di noi è già realtà in contesti di nicchia. Per chi mastica di fantascienza, una buona immagine da focalizzare per capire di cosa stiamo parlando è Ready Player One di Steven Spielberg, dove chiunque può fare e diventare ciò che gli pare, perché connesso a una realtà alternativa che funge da vero e proprio universo parallelo al mondo reale.

Le grane però sono sempre dietro l’angolo e una visione come quella del Facebook Metaverse deve fare i conti con la realtà: chi sarà a gestire questa realtà digitale in cui tutti possono connettersi? Perché, è logico, ceduto un monopolio si vuole costruirne immediatamente un altro. Ad oggi Facebook non ha fatto intendere di volersi mettere in secondo piano, arrivando a far capire che si vede come società gestrice del metaverso con questa struttura: una realtà molto simile a Internet, dove non c’è un host o una piattaforma centrale, ma un framework aperto dove tutti possono costruire qualcosa.

Inutile alludere alle enormi potenzialità che questo settore avrà nei prossimi dieci anni, va da sé che chi ci mette per primo le mani in termini di sviluppo della tecnologia ha maggiori probabilità di aggiudicarsene il controllo. Ce lo vedi Facebook a tirarsi indietro di fronte a una montagna di soldi… e di dati?

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Francesco Lepore
Persevering researcher of beauty. CEO & Founder di Limelight Media.