La Marcia della Liberazione pone l’accento sulle conseguenze negative dei Social Media

Oggi ho visto un video. Non è un bel video, a meno che tu non sia d’accordo con l’ideologia promossa dai soggetti rappresentati – e in tal caso ti consiglio di vederne almeno i primi secondi, perché se ti ritrovi in sintonia con quelle persone, il resto dell’articolo non ti compiacerà. A produrlo e divulgarlo è una realtà che apprezzo molto, VD News, che in questo caso ha voluto porre l’accento su cosa sosterrebbero i partecipanti della Marcia della Liberazione. Per farti un’idea, appunto, dagli prima un’occhiata.

Ora, tralasciando il fatto che di marce – e di marciti – voglio ricordare solo quella e ci ha reso vergognosamente complici dei nazisti per quasi vent’anni, la domanda che da Content & Social Media Manager mi sorge spontanea è una: is it just me, o questi quattro gatti scappati di casa ci se li incula solo perché hanno un’immeritata eco mediatica?

Non credo che la domanda sia così semplice come possa sembrare, né mi ritengo un illuminato nell’aver individuato nella semplicità di questo elemento la chiave di lettura della nostra società, perché il dato di fatto che dovrebbe veramente saltare agli occhi – al di là dell’incoerenza dei partecipanti – è che di persone coinvolte ce n’erano veramente poche, e di sicuro non perché alcuni sono #rimastacasa.

Le dimostrazioni pubbliche come la Marcia della Liberazione sono preoccupanti, se non per la sfera emotiva che ne facilitano la fondazione, quanto per l’agile e deliberata strumentalizzazione che chi avrebbe il dovere di proteggerci dalla disinformazione, ossia i giornalisti, continuano a perpetrare. Moralismo spiccio? No: sto solo valutando gli impatti del mezzo tecnologico prima e delle “ideologie” dopo.

Negli ultimi anni mi sono occupato, tra le altre cose, anche di comunicazione per l’intrattenimento, e posso garantire quanto il sorgere del Sole che dal 2017 a oggi – dallo scandalo Weinstein – la polarizzazione degli utenti – che percepiscono in maniera sfocata la differenza tra essere cittadino e avere un profilo social – è stata devastante, tanto da rendere una goccia nel mare travolgente quanto un asteroide. Vedere Twitter per credere.

Marcia della Liberazione limelightmedia.it

Sì, sono loro.

Perché attingo dal mio Curriculum? Perché esattamente come i più riflessivi di voi, grazie alla mia esperienza ora posso chiaramente vedere che se non avessero gli occhi dei media puntati addosso e dei canali social in cui divulgare una sana dose di disinformazione, di questi quattro gatti scappati di casa della Marcia della Liberazione ce ne accorgeremmo forse manco di sfuggita.

Motivo per cui il consiglio che do a tutti, da studioso e osservatore del fenomeno prima tecnologico e poi sociale, è di non farci ingannare dalle apparenze, perché a rendere apparentemente grandi certi messaggi non sono le schiere dei militanti, ma la velocità e ampiezza della loro divulgazione nei canali digitali. Sono correnti per natura innocue, finché che la tecnologia non sceglie di privilegiarli per dinamiche legate all’engagement.

Se non ci credete, vi invito a trovarvi un giorno qualsiasi a una delle manifestazioni del Fridays For Future di Roma, di cui i social e le emittenti se ne fregano. Andateci e provate a fare il conto di quanta gente avete attorno, poi rifate l’esperimento con una Marcia della Liberazione. Se la libertà è davvero partecipazione, allora i primi a liberarsi saranno quelli che per problemi hanno il futuro climatico del pianeta, che sono migliaia per voltae guarda caso l’età media è under 50 – e non centinaia sparse. Comunque, ci tengo a chiudere citando un Articolo a caso della Costituzione, il 32:

La Repubblica tutela la salute, promuove l’igiene e garantisce cure gratuite agli indigenti. Nessun trattamento sanitario può essere reso obbligatorio se non per legge. Sono vietate le pratiche sanitarie lesive della dignità umana.

Quindi, cumpà che stai a marcià, te lo chiedo sinceramente: letto l’Articolo 32 nella sua completezza, sei sicuro di quello che dici? E nel caso ti stessi sforzando, per giustificarti, di appigliarti al personale significato che vorresti attribuire al concetto di dignità umana, lo sai che per tradurre i testi di legge bisogna aver frequentato Giurisprudenza e non la Squola della Vita e/o l’Università della Strada?

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Francesco Lepore
Persevering researcher of beauty. CEO & Founder di Limelight Media.